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AI Act e Decreto Legislativo 179/2026: nuove regole per aziende, professionisti, scuole e lavoratori. Perché formarsi oggi è fondamentale

L’intelligenza artificiale entra sempre più nei processi decisionali e organizzativi. Con l’AI Act europeo e il Decreto Legislativo 7 ottobre 2026, n. 179, la formazione, la trasparenza e la tutela delle persone diventano temi centrali per chi utilizza queste tecnologie.

L’intelligenza artificiale sta trasformando il mondo del lavoro, della scuola, della pubblica amministrazione e delle professioni. Gli strumenti di IA consentono di automatizzare attività, analizzare informazioni, migliorare i servizi e aumentare la produttività. Ma insieme alle opportunità emergono nuove responsabilità.

Non basta saper utilizzare ChatGPT o altri strumenti di intelligenza artificiale: occorre conoscere le regole, comprendere i rischi e sapere come impiegare queste tecnologie in modo sicuro, consapevole e responsabile.

In questo contesto si inserisce il Decreto Legislativo 7 ottobre 2026, n. 179, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’8 ottobre 2026, che adegua la normativa nazionale al Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale, noto come AI Act, e introduce disposizioni specifiche sui poteri delle autorità competenti e sull’utilizzo dell’IA nella formazione, nelle professioni, nel lavoro, nella sanità e nella pubblica amministrazione.

Consulta il testo ufficiale in Gazzetta Ufficiale.

 

AI Act: conoscere le regole per utilizzare l’intelligenza artificiale

L’AI Act, ovvero il Regolamento UE 2024/1689, definisce un quadro europeo di regole per lo sviluppo e l’utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale.

Il regolamento adotta un approccio basato sul rischio e stabilisce obblighi differenziati in funzione del sistema utilizzato, delle sue caratteristiche e del ruolo svolto dai diversi soggetti.

Tra i temi più importanti troviamo:

  • la classificazione dei sistemi di IA in base al rischio;
  • le pratiche di intelligenza artificiale vietate;
  • gli obblighi previsti per determinati sistemi ad alto rischio;
  • la trasparenza e la supervisione umana;
  • la protezione dei diritti fondamentali;
  • l’alfabetizzazione sull’intelligenza artificiale.

L’articolo 4 dell’AI Act richiede a fornitori e utilizzatori di sistemi di IA di adottare misure, per quanto possibile, per garantire un adeguato livello di alfabetizzazione sull’intelligenza artificiale del personale e delle altre persone che utilizzano tali sistemi per loro conto.

La formazione diventa quindi una componente importante per utilizzare l’IA in modo consapevole e gestire correttamente le responsabilità connesse al suo impiego.

 

Decreto Legislativo 179/2026: cosa cambia concretamente?

Il nuovo decreto rafforza l’attenzione verso le competenze, la tutela dei lavoratori e l’impiego responsabile dell’intelligenza artificiale nei diversi contesti professionali.

  • SCUOLA E FORMAZIONE

Le istituzioni scolastiche potranno promuovere attività didattiche sull’IA, sviluppando le capacità critiche degli studenti e le competenze scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche, matematiche e artistiche, le cosiddette competenze STEAM.

È previsto anche un piano dedicato alla formazione dei docenti, con attenzione ai rischi educativi connessi all’utilizzo dell’intelligenza artificiale e dei social media.

I Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (CPIA) potranno inoltre promuovere percorsi di alfabetizzazione sull’IA, favorendo lo sviluppo delle competenze digitali e le opportunità di inserimento lavorativo.

  • PROFESSIONISTI E ORDINI PROFESSIONALI

Anche il mondo delle professioni è chiamato a confrontarsi con le nuove tecnologie.

La formazione sull’intelligenza artificiale dovrà essere integrata nei percorsi previsti per gli ordini professionali, considerando gli aspetti tecnici, normativi, e deontologici.

Sono previste disposizioni specifiche anche per il personale della pubblica amministrazione e per determinati ambiti professionali, compreso quello sanitario.

  • AZIENDE E LAVORATORI

Uno dei punti più rilevanti riguarda l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei rapporti di lavoro.

I sistemi di IA possono supportare le aziende nella selezione del personale, nell’organizzazione delle attività e nella valutazione delle informazioni. Tuttavia, le decisioni che incidono significativamente sui lavoratori devono rispettare le garanzie previste dalla normativa.

Il decreto interviene anche sul tema delle decisioni automatizzate nel rapporto di lavoro, prevedendo limiti all’automazione esclusiva di determinate decisioni e garanzie informative per i lavoratori.

Il principio è chiaro: l’intelligenza artificiale può contribuire ai processi decisionali, ma il suo utilizzo deve rimanere entro un quadro di garanzie che assicuri il rispetto dei diritti fondamentali e un adeguato controllo umano.

 

Intelligenza artificiale e lavoro: quali obblighi per le aziende?

Un’impresa che utilizza sistemi di IA deve innanzitutto comprendere come questi strumenti incidono sui propri processi.
In particolare, è opportuno verificare almeno i seguenti aspetti fondamentali.

1. Mappatura dei sistemi di IA utilizzati in azienda
L’impresa deve verificare quali sistemi utilizza e per quali finalità, per poter poi intraprendere le misure necessarie ad assicurare la conformità normativa.

2. Formazione del personale
Le persone che utilizzano strumenti di IA devono possedere competenze adeguate al proprio ruolo e ai rischi associati ai sistemi impiegati.

3. Verifica della conformità normativa
L’impresa deve individuare gli obblighi applicabili ai propri sistemi, valutando il rischio e il ruolo assunto dall’azienda secondo i criteri previsti dall’AI Act.

4. Informazione e trasparenza
Quando richiesto dalla normativa, i lavoratori e le altre persone interessate devono ricevere informazioni sull’utilizzo dei sistemi di IA e sulle modalità con cui questi incidono sulle decisioni che li riguardano.

5. Supervisione umana
Occorre individuare quali decisioni possono essere supportate dall’IA e quali richiedono un intervento umano effettivo, nel rispetto delle norme applicabili.

6. Protezione dei dati
L’impresa deve assicurare che l’utilizzo dei sistemi di IA rispetti la normativa in materia di protezione dei dati personali (GDPR), oltre che di riservatezza e sicurezza informatica. Inoltre, in base al livello di rischio del sistema e al ruolo ricoperto dall’azienda, potrebbero essere obbligatorie ulteriori misure di gestione e mitigazione dei rischi.
È importante precisare che gli adempimenti non sono identici per tutte le imprese. Non ogni utilizzo di un chatbot comporta automaticamente gli stessi obblighi: occorre valutare le caratteristiche del sistema utilizzato in concreto, le finalità e il contesto d’impiego.

 

Controlli e sanzioni: perché è importante prepararsi

Il quadro normativo prevede poteri di vigilanza e un sistema di sanzioni per le violazioni.

Per le pratiche di IA vietate dall’AI Act, il regolamento europeo prevede, nei casi e alle condizioni stabiliti dalla norma, sanzioni fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato mondiale annuo, considerando i criteri applicabili.

Il decreto disciplina inoltre le competenze delle autorità nazionali: tra queste, l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) e l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), secondo le rispettive attribuzioni.

Sono previste anche misure per favorire la sperimentazione e l’innovazione, con l’obiettivo di accompagnare lo sviluppo di nuove soluzioni tecnologiche in un quadro regolamentato.

Per le aziende, conoscere gli obblighi non significa soltanto evitare sanzioni. Significa anche migliorare la governance, ridurre i rischi e introdurre l’intelligenza artificiale in modo più affidabile.

 

Corso AI Act: trasforma gli obblighi in competenze

Di fronte a questo scenario, la formazione rappresenta un’opportunità concreta per imprese, professionisti e lavoratori.

Il Corso AI Act nasce per aiutare i partecipanti a comprendere il quadro normativo europeo e italiano, riconoscere i principali rischi e utilizzare l’intelligenza artificiale con maggiore consapevolezza.

Il percorso formativo può approfondire:

  • Normativa: AI Act europeo e Decreto Legislativo 179/2026.
  • Rischi e obblighi: sistemi vietati, classificazione dei rischi e responsabilità degli operatori.
  • Alfabetizzazione sull’IA: funzionamento, limiti e utilizzo consapevole degli strumenti.
  • Lavoro e impresa: supervisione umana, trasparenza e impiego dell’IA nei processi organizzativi.
  • Privacy e sicurezza: protezione dei dati personali e gestione delle informazioni.
  • Aspetti etici e professionali: uso responsabile delle tecnologie e prevenzione degli impieghi impropri.
  • Applicazioni pratiche: criteri per valutare i sistemi utilizzati e individuare gli adempimenti pertinenti.

Il programma può essere adattato alle esigenze di aziende, professionisti, responsabili delle risorse umane, dipendenti pubblici, docenti e organizzazioni che intendono integrare l’IA nei propri processi.

Perché partecipare?

Perché utilizzare l’intelligenza artificiale senza conoscerne limiti, rischi e regole può esporre a errori, sanzioni e conseguenze evitabili.

Una formazione mirata permette di comprendere meglio le responsabilità, individuare le situazioni che richiedono maggiore attenzione e sfruttare le opportunità offerte dall’innovazione.

È importante ricordare che la partecipazione a un corso, da sola, non garantisce la conformità normativa dell’organizzazione: rappresenta però un passo significativo per sviluppare competenze adeguate e sostenere un utilizzo responsabile dell’IA.

 

Il futuro dell’intelligenza artificiale parte dalla formazione

L’AI Act e il Decreto Legislativo 179/2026 segnano un passaggio importante nell’evoluzione del rapporto tra tecnologia, lavoro e società.

La sfida non consiste soltanto nell’adottare nuovi strumenti, ma nell’imparare a utilizzarli correttamente, comprendendo le responsabilità e proteggendo i diritti delle persone.

Per le aziende significa prepararsi a processi più consapevoli. Per i professionisti significa aggiornare le proprie competenze. Per i lavoratori significa comprendere meglio l’impatto dell’IA sulle attività quotidiane.

Investire oggi nella formazione sull’intelligenza artificiale significa prepararsi alle trasformazioni del lavoro e dell’economia di domani.

 

Noemi Vanin
Formazione e Consulenza alla Carriera

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